Cantico dei cantici

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Paoline, 2004 - 594 pßginas
Chi ha familiaritÓ con qualche commento sul Cantico dei Cantici, coglierÓ la novitÓ interpretativa di questo Autore: il suo approccio, al di lÓ di luoghi comuni ormai logori, Ŕ veramente innovativo; frutto di anni di insegnamento e di ricerca. Testimonianza di questa originalitÓ Ŕ la traduzione, fedele al testo e scritta con sensibilitÓ poetica, che ai lettori potrÓ riservare non poche sorprese. Secondo G. Barbiero, il Cantico dei Cantici non Ŕ solo una raccolta di poesie d'amore, ma un poema unitario, con una struttura definita e con un programma teologico ben preciso. Esso si colloca nell'epoca tolemaica (seconda metÓ del secolo III a.C.) ed Ŕ, al pari di Qohelet, una risposta della comunitÓ giudaica di Gerusalemme agli stimoli culturali della civiltÓ greca circostante, di cui assimila certi valori, ma da cui sa anche prendere le distanze. Il messaggio teologico del libro Ŕ ricercato attraverso lo studio delle metafore, la cui comprensione Ŕ facilitata da una ricca raccolta di illustrazioni (oltre un centinaio), tratte da reperti archeologici coevi. Oltre che con il mondo circostante, il Cantico dialoga con la tradizione di Israele codificata nel Primo Testamento: anche qui il Cantico, pur esaltando il valore della propria cultura, sa porsi in atteggiamento critico, talora anche fortemente polemico, con essa. Il confronto puntuale con i testi biblici si rivela strada maestra per cogliere la dimensione teologica, attualissima, del libro. L'opera Ŕ arricchita dalle illustrazioni studiate da Othmar Keel.

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